“Una risata vi seppellirà!” recita un motto popolare, un motto che Luigi Porceddu, trentenne fumettista e vignettista satirico di Thiesi, potrebbe parafrasare con un bel “Una vignetta vi seppellirà!”. Luigi, che disegna sin da bambino, crede nel potere comunicativo dell’arte e vuole fare del disegno la sua professione; dopo aver fatto la spola fra la Sardegna e il “continente”, è tornato a Thiesi, riscoprendo quanto bella sia la parola “casa”.

Ho vissuto a Torino per sei anni dove mi sono laureato in relazioni internazionali, poi ho fatto l’operaio in un cantiere navale in provincia di Gorizia per due anni e mezzo.

Io penso che solo chi parte capisce il vero valore di ciò che lascia a casa sua, quindi sono rientrato in Sardegna quasi due anni fa per cercare di fare della mia passione il mio lavoro. In questi anni di “trasferta”, diciamo così, il disegno è sempre stato un’attività secondaria. Tuttavia è dai tempi dell’università che faccio vignette satiriche, focalizzandomi sulle tematiche internazionali, ma anche sul rapporto tra la Sardegna, l’Italia e il mondo. Attualmente collaboro con una testata online, Europae – Rivista di Affari Europei, che ho fondato con i miei ex-colleghi di università.

Luigi disegna con passione, ma non ha alle spalle studi tecnici: tuttavia, non esclude di approfondire la tecnica in futuro, anche per dare una sorta di “schiaffo morale” a chi vede l’arte come un passatempo da relegare alle ore libere.

Non ho mai frequentato alcun corso proprio perché il disegno, almeno fino a qualche tempo fa, era qualcosa cui mi dedicavo a tempo perso. Mi piacerebbe comunque fare qualche corso per migliorare la mia tecnica. Se c’è qualcuno che devo ringraziare sono tutti quelli che mi hanno sempre detto che conviene relegare il disegno alla categoria di un hobby, della serie “con l’arte non si campa”. Ecco, ringrazierei quelli che la pensano così perché mi incentivano a mostrare il contrario.

Luigi Porceddu - Disegno

Se è vero che Luigi non ha frequentato scuole d’arte, è altrettanto vero che ha disegnato talmente tanto da acquisire una certa abilità. Dietro, c’è l’amore per alcuni grandi del fumetto; in particolare, c’è un manga, che viene dal Sol Levante e che ha un ruolo di primo piano nella crescita artistica di Luigi.

Essendo autodidatta, io non ho un vero e proprio stile. Premetto che non sono un “colorista” e prediligo il nero su bianco. Mi mantengo molto fedele al fumetto classico in bianco e nero di matrice bonelliana, anche per la realizzazione delle vignette satiriche. Naturalmente il tutto varia molto a seconda del lavoro che devo fare. È qui che entrano in gioco tutte le varie influenze che reputo preziose nella formazione del mio modo di disegnare, da Cattivik a Tex Willer, da Alan Ford a Dylan Dog. Una menzione particolare spetta a Dragon Ball. Ho passato giornate intere durante le scuole medie a disegnarne i personaggi. 

Nature morte? No, grazie

Nonostante le ovvie difficoltà per emergere, dovute anche alla saturazione dovuta ai social, Luigi non si dà per vinto e continua a disegnare. E pazienza se in pochi comprendono quanta fatica ci sia dietro un disegno fatto in pochi minuti.

È difficile stare a galla nel mondo dell’arte perché al giorno d’oggi, con i social network, tutti hanno la possibilità di far vedere il proprio lavoro al mondo, per cui ci sono una marea di artisti che fanno arte (la bellezza e la qualità sono spesso soggettive) da cui, per spiccare, bisogna essere davvero eccezionali. Tuttavia, penso che le difficoltà più grandi sono dovute al fatto che in pochi sanno apprezzare, il lavoro che c’è dietro la realizzazione di un disegno o una vignetta. Molti mi chiederebbero,:”ma ci hai messo pochissimo a farlo!” e io risponderei “Sì, ma non hai idea del tempo che c’è voluto per arrivare a metterci così poco”.

Luigi Porceddu - Strisce 2

Le soddisfazioni, comunque, stanno arrivando e ripagano dei momenti di sconforto. Esposizioni e partecipazioni a concorsi danno un senso di appagamento, ma sono gli sguardi delle persone a dare più soddisfazione.

Le mie soddisfazioni migliori sono i risultati che ho raggiunto da quando ho iniziato a fare vignette satiriche. Quando collaboravo con BloGlobal – Blog di Politica Internazionale (dal 2012 al 2014) ho avuto la possibilità di esporre a Firenze al festival d’Europa (maggio 2013) e a Bruxelles all’Istituto di Cultura Italiana (dicembre 2013) con una mostra intitolata I Chiaroscuri dell’Europa nel mondo: mezzo secolo di politica estera UE a vignette. Inoltre, grazie alla collaborazione con Europae ho partecipato alle edizioni 2014, 2015, 2016 e 2017 del concorso Una vignetta per l’Europa, bandito dalla rivista Internazionale.
In ogni caso, non c’è migliore soddisfazione degli sguardi di apprezzamento di persone che non mi conoscono e si avvicinano al mio banco da disegno quando espongo.

Luigi considera l’arte “un mezzo di comunicazione, come la musica” e rifugge dall’arte priva di un messaggio: l’arte per l’arte, in altre parole. Se si ha qualcosa da dire, l’arte acquisisce senso: e la satira, altro strumenti prediletto da Luigi, aiuta le persone a riflettere sul mondo in cui viviamo.

L’arte non dev’essere fine a sé stessa, non disegnerò mai una natura morta con le banane e l’uva. Io disegno solo se ho un messaggio da trasmettere. L’arte mi dà la possibilità di dire la mia senza usare le parole, ché di quelle se ne spendono anche troppe. La satira, poi, è uno strumento eccezionale per veicolare dei messaggi comprensibili per tutti.

Luigi Porceddu - Strisce 1

Oltre ai già citati maestri del fumetto, Luigi apprezza il lavoro di colleghi sardi e non, senza definirsi un “fan”, ma un sincero estimatore.

Non sono mai stato un vero “fan” di altri artisti. Però qualcuno lo posso nominare, come il bonelliano Claudio Villa, Akyra Toryama, l’autore di Dragon Ball, e se c’è un artista sardo che mi piace tantissimo è Stefano Garau, il fumettista che ha collaborato alla realizzazione di Nuraghes, il corto di Mauro Aragoni. Per quanto riguarda la satira, il mio idolo indiscusso resta Kal, il vignettista editoriale della rivista The Economist.

Il futuro? Luigi ha le idee chiare: “Raccontare la Sardegna e il suo posto nel mondo” e, ovviamente, “diventare un fumettista professionista” senza però dover abbandonare la sua terra.

Attualmente sto finendo un fumetto intitolato Su ‘Oe cun sos corros de Atalzu, una storia ambientata tra i siti nuragici del territorio di Thiesi basata su una leggenda del paese, e scritta interamente nella variante logudorese della lingua sarda.

Luigi è un fumettista in divenire e un vignettista dal tratto satirico che ama l’arte, ma solo se riesce a comunicare qualcosa di importante alle persone. Le idee non gli mancano, la passione neppure: Luigi, siamo sicuri, farà parlare ancora di sé.  

 

 

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