Alcune volte è necessario guardare le cose da lontano per apprezzarne la vera bellezza e comprenderne il vero valore. Samuel Lai l’ha capito dopo essere partito in missione in Afghanistan e in Iraq.

 

Vivendo un’altra realtà, distaccandomi dalla mia realtà riuscivo a vedere le cose in un ottica diversa e questo sicuramente mi ha dato stimoli per creare qualcos’altro in Sardegna.

 

L’idea di creare qualcosa di suo gli rimbalza in testa da parecchio tempo. Samuel ha il desiderio di dare vita a qualcosa di nuovo e di diverso dal solito, qualcosa di originale. Dopo l’esperienza in missione torna a Gergei e decide di comprare una vecchia casa del 1800. L’aspirazione inizialmente è quella di ristrutturarla per poi andarci a vivere.

 

L’avevo comprata e piano piano ho cominciato a fare i lavori, a ristrutturare, con mio padre. E mentre facevamo i lavori mi è venuta un’idea diversa…

 

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Quello di Samuel è un sogno ad occhi aperti che si palesa improvvisamente in tutta la sua concretezza.

 

Mio padre mi diceva: guarda che devi fare una casa, non un museo.

 

Ma Samuel non si lascia scoraggiare e  il sogno della Domu Antiga prende forma, dapprima nella sua mente, per poi trasformarsi in un vero progetto imprenditoriale.

 

Volevo creare un ambiente che fosse proiettato nel passato e farlo rivivere nel presente.

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Volere è potere e Samuel crede fermamente nella sua intuizione, sebbene non trovi il favore di tutti. Il padre stesso nutre qualche perplessità sul progetto del figlio.

 

Lui inizialmente di questo progetto non ci credeva tanto, non la vedeva nel mio stesso modo. Non credeva sarei arrivato a questi risultati, che arrivassero addirittura persone dall’America, dall’Australia. A Gergei non avrebbe mai pensato sarebbe stata possibile una cosa del genere.

 

Guardare le cose da un altro punto di vista

Samuel prosegue dritto verso il suo obiettivo ed è particolarmente soddisfatto di ciò che è riuscito a creare. Una soddisfazione immensa, ci spiega, perché per arrivare a ciò ha dovuto rompere gli schemi e cominciare a pensare fuori dalle righe.

 

Forse bisognerebbe vedere le cose con un’ottica diversa. Diamo tutto per scontato: questo è brutto, questo non piace, questo non serve a niente. Invece magari non è così.

 

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Bisogna sperimentare e misurare i risultati che si ottengono per capire se si ottiene il riscontro che ci si aspettava. Per riuscirci però non si deve credere che ciò che appartiene al nostro passato sia da etichettare banalmente come sorpassato, ma si deve cominciare a pensare che possa e debba bensì essere valorizzato.

 

Io ho il riscontro soprattutto dagli stranieri oppure da chi non ci è mai stato prima. Un riscontro che ti fa capire che non è come noi pensiamo, queste cose piacciono eccome.

 

Contrariamente a quanto crediamo il pubblico apprezza la nostra tradizione, la nostra storia. Le atmosfere della Sardegna appassionano chi viene da fuori, ma spesso siamo noi stessi sardi a non apprezzarne la vera grandezza e magnificenza.

 

Noi dobbiamo essere i primi a valorizzarle oppure a conoscerle, è importante. Se tu non conosci chi sei, le tue origini, come puoi dopo pensare di poterle in qualche modo venderle o proporle? È inimmaginabile. Questa è la base: trarre qualcosa dal passato e metterla in pratica in un modo differente nel presente.

 

Difficile eguagliare la profondità e la grande consapevolezza racchiuse in queste frasi di Samuel. Una cosa è certa, il suo grande amore per la Sardegna e per Gergei e la sua grande tenacia gli stanno dando ragione e la Domu Antiga strega chiunque ci metta piede.

 

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con il collettivo Lifestills per la docu-serie #IORESTO.