Ci sono casi in cui la creatività si mette in moto per trovare soluzioni che aumentano la sicurezza nelle strade. Nascono così progetti fantastici come BXTAR, giovane startup cagliaritana che promette di migliorare la visibilità dei ciclisti, prevenendo così tanti spiacevoli incidenti.

Tutto è iniziato durante l’estate del 2015. Noi e altri studenti dell’Università di Cagliari eravamo stati selezionati per partecipare alla terza edizione del Contamination Lab (CLab), un percorso imprenditoriale durante il quale sarebbero poi nate delle vere e proprie startup. Durante le prime tre giornate di presentazione si sono delineate le prime simpatie e la caccia ai propri compagni di team si è protratta per tutta l’estate.
Simone

120 partecipanti provenienti da tutto l’ateneo di Cagliari e un’estate per scegliersi e formare gruppi di quattro persone in grado di affrontare insieme una grande sfida.

I primi a scegliersi sono stati i due nerd del team, Alberto ed io, legati dalla comune passione per la tecnologia.
Simone

Alberto è un maker instancabile, amante dell’elettronica e dei computer, dello sport, soprattutto se praticato all’aria aperta, e dei viaggi.

Prima di BXTAR le mie giornate si dividevano tra l’università (frequento il corso di laurea specialistica in Ingegneria Elettrica) e il lavoro come maker dell’altra mia startup attiva nel settore della digital fabrication, un’esperienza che mi ha insegnato a fare rete e che, tra le altre cose, mi ha portato a diventare membro fondatore della “Rete di Manifattura Digitale in Sardegna”.
Alberto

Simone è un matematico amante del mondo dell’informatica e appassionato di musica, nuove tecnologie e fotografia.

Sono il CEO di BXTAR, il mio contributo consiste nel coordinare il lavoro dei miei compagni d’avventura. Mi occupo di analisi dei dati statistici, dello sviluppo grafico e web, della supervisione dello sviluppo software e del design. Quindi la mia funzione principale è quella di ficcanasare nel lavoro degli altri.
Simone

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Mancano ancora due elementi per completare il BXTAR-team ed è così che entrano in gioco Michela e Mirko.

Per terminare il team era necessario trovare gli altri due elementi, un comunicatore e un economista, che avessero voglia di lavorare a un’idea concreta e tangibile. Più o meno questo era il testo contenuto nell’annuncio pubblicato su facebook.
Michela

La prima a rispondere alla chiamata è stata Michela, ben felice di mettere in pratica le sue abilità da copywriter in questa nuova impresa. Il secondo a manifestare interesse è stato invece Mirko, attuale responsabile economico di BXTAR.

Inizialmente Mirko si è mostrato titubante e il corteggiamento non ha dato subito i risultati sperati, ma alla fine non ha potuto resistere al nostro fascino!
Michela

Michela, capelli verdi e cuore bianconero. Amante delle parole, ben scritte e ben dette, degli spot pubblicitari, del teatro e del mare. Particolarmente sensibile al fascino delle storie, delle luci natalizie e del cibo giapponese.

Attualmente mi occupo di raccontare all’esterno quello che facciamo in BXTAR e di costruire, insieme a Simone, l’immagine di BXTAR. Nel complesso ascolto e leggo parecchio, e scrivo abbastanza.
Michela

Mirko ama lo sport, le sfide improbabili e mangiare cibo locale. Ascolta e dice la sua, sempre. È alla costante ricerca di nuovi stimoli e punti di equilibrio.

Mi occupo delle attività di fundraising, pianificazione finanziaria e di sviluppo del business model. BXTAR è come un bambino alla scoperta del mondo, ma che in fondo sa già bene cosa desidera. Per questo è necessario il confronto continuo all’interno del team e con il mercato, dobbiamo saper correggere i nostri passi e imparare presto a correre verso il nostro obiettivo.

Il team è costituito, bisogna solo da trovare un’idea vincente.

Dovevamo trovare un’idea che potesse avere un riscontro sul mercato e che avesse le giuste caratteristiche per distinguersi da tutto ciò che già esisteva. Trovarla è stato tutt’altro che semplice e la prima strada che abbiamo imboccato ci ha portato davanti a un vicolo cieco. Nonostante le difficoltà abbiamo fatto un passo indietro e ricominciato a plasmare l’idea che poi ci ha permesso di arrivare sin qui. Avevamo identificato il problema, la sicurezza del ciclista urbano, e la soluzione, una luce che potesse renderlo visibile come nessuna luce aveva mai fatto prima.
Simone

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BXTAR, una luce nell’oscurità

Nasce così BXTAR: una luce posteriore e laterale smart da applicare alla bici, che grazie all’impiego di un’applicazione per lo smartphone, riesce a rendere il ciclista più sicuro su strada. BXTAR è inoltre in grado di rilevare i tratti di strada pericolosi e rendere ancora più visibile il ciclista mentre li percorre.

L’idea ci è piaciuta, ma dovevamo cercare di distinguerci dagli altri 20 progetti in gara. La costanza, l’impegno, le notti passate in bianco e la stringente selezione hanno fatto sì che alla fine ne restassero solo 8.
Simone

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La fatica viene ripagata e BXTAR viene selezionata tra i progetti finalisti del CLab, ma non è ancora finita.

Impossibile descrivere il vortice di emozioni, quel misto di felicità e stordimento ma anche quel po’ di agitazione che ti spinge a fare quell’ultimo miglio prima del traguardo, con la massima determinazione.
Michela

Anche la finale dà grandi soddisfazioni ai nostri ragazzi, portandoli nel secondo gradino del podio e non solo.

Abbiamo conquistato il secondo posto del Clab #3 e un riconoscimento da parte di Sardegna Ricerche, l’ente regionale sardo per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, che ha riconosciuto la coerenza del progetto rispetto alle politiche regionali in tema di smart cities. Abbiamo ricevuto inoltre due mesi di incubazione presso The Net Value, l’incubatore d’impresa la cui terrazza si affaccia sul bellissimo porto di Cagliari.
Michela

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Ma cosa vuol dire BXTAR?

In realtà non significa nulla, è una parola inventata da noi a partire dall’elaborazione del termine svedese blixtar, fulmine appunto.
Ci abbiamo giocato per un po’, senza andare troppo lontani dall’originale.
Inizia con la B come bike e back, e si pronuncia BICSTAR, quindi finisce con STAR, un’altra parola che brilla nella notte!
Michela

E oggi? I nostri quattro giovani e intraprendenti startupper non si sono fermati e corrono incontro a nuove sfide per consentire a BXTAR di diffondersi e rendere le nostre strade ogni giorno più sicure per i ciclisti.

Ora continuiamo a lavorare davanti a quel panorama che tutti ci invidiano, e giorno dopo giorno tagliamo nuovi traguardi e vediamo crescere quel progetto – che solo un anno fa era poco più di un’idea – mantenendo quello stesso impegno e quella voglia di riuscire che ci ha permesso di emergere e arrivare sin qui.

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