I veri appassionati di cinema prediligono le sala cinematografiche, la bellezza dello schermo grande, il fascio di luce del proiettore, il buio, le poltroncine, l’odore di pop corn e le bellissime colonne sonore.

Sicuramente tanti di voi si saranno ritrovati in questa descrizione, ma pochi di voi sapranno che in Sardegna esistono i Dancefloor Stompers, una band che trae ispirazione proprio dalle colonne sonore dei film.

Gianmarco Diana, che fa parte del quartetto fin dalla sua nascita, ci spiega meglio di cosa si tratta.

Siamo un quartetto, attivo dal 2009, che suona musica di propria composizione, fortemente ispirata dal suono e dal modus operandi delle colonne sonore e della library music.

Tutto comincia nove anni fa, quando Gianmarco contatta Andrea Schirru e Giacomo Salis e propone loro di formare una band; probabilmente allora non sospettava che i Dancefloor Stompers diventassero una certezza nel panorama musicale sardo.

Dopo aver visto in azione i Chemical Marriage, chiesi ad Andrea Schirru e Giacomo Salis, rispettivamente tastierista e batterista di quella band, se avessero voglia di formare un trio per suonare black music, in particolare soul jazz e rhythm’n’blues dalla spiccata attitudine mod. Hanno aderito con entusiasmo.

Durante questi anni, la band ha subito diversi cambi di formazione, tutti indispensabili per costruire la loro identità attuale.

Negli anni la band ha visto diversi cambi di formazione e si è riavvicinata in maniera molto naturale all’approccio di scrittura e arrangiamento tipico delle produzioni per il cinema o la televisione.

Nel 2018 il riassunto della loro storia viene raccontato in musica: i Dancefloor Stompers registrano il loro primo disco.

Recentemente abbiamo realizzato il nostro disco d’esordio, che in qualche modo riassume un percorso quasi decennale.

Ma cosa porta una band a diventare tale? In questo caso specifico è stato il bisogno di Gianmarco di creare qualcosa che si differenziasse dal suo primo progetto i Sikitikis ai tempi oggi noti come  “I Siki”.

La mia esigenza primaria, nel 2009, era quella di poter suonare musica diversa da quella del mio main project (i Siki), che si trattasse delle cover di Booker T & The MG’s e Jimmy Smith, o dei nostri brani originali, scritti, di volta in volta, per commissioni diverse come festival letterari, cortometraggi, spettacoli teatrali, sonorizzazioni live, etc. Nel tempo il progetto si è ritagliato uno spazio importante nell’attività musicale di ciascuno dei componenti.

“La fretta è una cattiva consigliera”, dice la saggezza popolare, e i Dancefloor Stompers lo sanno bene ecco perché oggi vengono premiati dall’uscita di un disco che riesce a raccontare la loro storia musicale.

Considerando che oggi si registra un disco d’esordio in casa, a volte ancora prima di aver esordito su un palco, mi sembra che gli Stompers se la siano presa veramente comoda.

L’attesa è quindi terminata e subito dopo l’estate potremo ascoltare questo intenso lavoro discografico.

Si tratta di 10 brani (8 strumentali e 2 canzoni), interamente composti, arrangiati e prodotti dalla band,  insieme ad Andrea Piras e Roberto Macis del Solid Twin Studio di Cagliari, che hanno seguito l’intero lavoro.

Il singolo racconta la loro storia, ma è essere anche un tributo al cinema.

Dai titoli e lo stile, dalle grafiche originali di Andrea Cara fino al suono di ogni singolo brano, il disco rappresenta un tributo allo stile della Golden Age italiana delle colonne sonore dei ’60/’70.

Abbiamo costretto i Dancefloor Stompers a raccontarci quali sono stati i successi che reputano più importanti e più emozionanti.

Pur essendo una band che tiene un “profilo basso”, mi piace ricordare alcuni step importanti, almeno per noi: la produzione teatrale originale Città Violente, insieme agli amici Apollo Beat di Sassari; diverse partecipazioni al festival Marina Café Noir di Cagliari, con musiche originali per reading-concerto; la colonna sonora originale per il cortometraggio Civitas Solis di Emanuel Cossu (Karel Film / Film Commission Sardegna). Infine la recente inclusione del nostro repertorio musicale nel catalogo editoriale della FlipperMusic.

Abbiamo chiesto a Gianmarco non solo cosa questo disco significhi per la band (il coronamento di un lungo percorso umano e creativo), ma anche di descrivercelo.

Abbiamo raccontato un percorso lungo quasi dieci anni, ottenuto attraverso un appassionato studio delle roots of soul jazz prima, e delle regole di scrittura per immagini, dopo. Il disco ha visto il coinvolgimento di una quarantina di musicisti sardi (compresa un’orchestra d’archi) nelle sessioni di registrazione!

Nove anni di attesa che son stati ripagati: il disco è stato acquistato da un editore romano, un grande traguardo, che potrebbe portare altre entusiasmanti novità.

Siamo felici dell’operazione Flipper Music: 21 brani del nostro repertorio sono stati pubblicati sul sito Flippermusic.it sotto il titolo Italian B-Movies Vol.2 Retro Cinematic Soundtrack.
Il sito dell’editore è rivolto agli addetti ai lavori, che possono scaricare i brani per la sincronizzazione con immagini, all’interno di produzioni video, cinema, tv, radio, etc.
L’auspicio è che i brani possano essere intercettati dal regista o il produttore giusto.

Parliamo di un disco quasi completamente strumentale, una sorta di viaggio dentro gli anni ’60 e ’70: con l’ascolto, si viene trascinati all’interno di diversi generi cinematografici e si finisce a sentirsi parte di un film poliziesco senza muovervi da casa.

Il focus è su un tributo a un suono, quello italiano degli anni ’60 e ’70 e alle sue applicazioni ai generi cinematografici, come il Poliziottesco, la Commedia Sexy, l’Euro Spy, il Caper Movie e via discorrendo.

Per ottenere questo risultato, il disco è stato registrato in presa diretta.

Il disco è stato registrato dal vivo, dal quartetto prima e dal settetto dopo, e gli overdub sono stati effettuati al Solid Twin di Cagliari o in altre location.

Il disco ha una particolarità: è stato registrato senza l’utilizzo di nessun plugin, nel 2018 un processo più unico che raro.

Nessun plugin, solo strumenti “veri”. Così, tanto per divertirci a giocare a fare il “vintage”. Il risultato ci ha soddisfatto completamente.

Per salutare questa band abbiamo deciso di chiedere a ciascuno di loro di descriversi con il solo utilizzo degli aggettivi, se volete capire perché son così bravi, vi consigliamo di continuare a leggere.

Diciamo l’uno dell’altro: Gianmarco è sicuramente esuberante, carismatico e colto. Andrea è un tipo eclettico, introspettivo, ma passionale.
Danilo un po’ introverso, sobrio, ed essenziale. Frank è il nostro wonder boy: intraprendente, curioso, ma al tempo stesso pragmatico.

Ci sono persone umili ma dalla fortissima personalità, che attraverso la musica, ma senza utilizzare nessuna scorciatoia, riescono a emozionarti. Oggi abbiamo avuto il piacere di incontrare una band che senza grandi proclami è riuscita negli anni a diventare una tra le più apprezzate band della Sardegna. Ancora una volta ci sentiamo ispirati, la professionalità e la scelta di non cedere mai ai compromessi, ma di rimanere fedeli ai propri ideali o come nel caso dei  Dancefloor Stompers alla propria musica, vi ripagherà sempre. Prossimamente saranno in tour: non perdeteli di vista.

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